Pensieri

Il perché di questo sito

13/04/2016

Traduco da dieci anni. Ricordo ancora il mio primo incarico: un testo lunghissimo, sugli ingranaggi a planetario (sic!) che ruotano sotto i cofani dei trattori, affidatomi all’inizio di un agosto soffocante. Così, con molti ghiaccioli e probabilmente grazie alle ferie dei miei colleghi, è iniziato il mio percorso come traghettatrice da una lingua all’altra. Per fortuna, poi, non mi sono fermata ai trattori! Con le parole sono entrata in tribunale, ho messo gli sci, aggiustato pneumatici, allineato geometrie, investito in azioni, fatto moltissimo sport, dettato legge, avvitato bulloni, assistito pazienti e somministrato medicine, ma anche immaginato spettacoli teatrali e viaggiato in mondi lontani e di fantasia.

Noi traduttori lo sappiamo: sulle nostre barche siamo da soli. Ci intravediamo in rete, da lontano, come i pescatori che di notte avvistano le altre lampare sul mare; ogni tanto c’è qualche occasione di scambio e di incontro, ma spesso i colleghi sono poco più che un indirizzo di posta elettronica. È per questo che nasce questo mio spazio: per farmi conoscere meglio da chi come me passa la vita tra una cultura e l’altra (sempre con la nostalgia dell’una o dell’altra) e anche dai miei committenti, passati, presenti e futuri. Qui parlo del mio lavoro ma anche un po’ di me, perché dietro ogni testo che scriviamo, o che riscriviamo, c’è sempre chi siamo.

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